Buongiorno Presidente Garimberti, mi rivolgo a lei in quanto massimo rappresentante dei vertici RAI (per conoscenza al Presidente di Commissione di Vigilanza sulla Rai e al Direttore del TG1 Augusto Minzolini)
Le scrivo a nome di oltre 196.000 cittadini che hanno sottoscritto la lettera per la richiesta di rettifica della notizia sul caso Mills data dal TG1 il 26 febbraio 2010 alle ore 13.30: si parlò di assoluzione anziché di prescrizione. In poche ore raccogliemmo 150.000 adesioni, più volte vi abbiamo scritto via e-mail e cercato al telefono chiedendo di essere ricevuti o di avere una risposta. Ma ci ha avvolto solo uno stupefacente silenzio misto a indifferenza. Il 5 marzo sono venuta a Roma con una valigia blu piena di firme e sono stata ricevuta dal dottor Paglia, la cui posizione è stata: la notizia corretta è stata data successivamente. Ma come può capire non basta dare la notizia correttamente bisognava fare riferimento all'errore e magari scusarsi con i telespettatori.
Sappiamo benissimo a questo punto che la rettifica non verrà mai più data, ma quello che non riusciamo ad accettare è il vostro silenzio nei nostri confronti.
Nè lei nè Zavoli nè il direttore Minzolini avete ritenuto opportuno degnare 150.000 cittadini (ora 196.000) di una risposta. Perché? 196.000 cittadini non valgono niente? Non sono niente? Non hanno diritto a essere presi in considerazione? Quello che sta avvenendo alla Rai ci preoccupa molto, e ormai la nostra richiesta di rettifica (Prescrizione non è Assoluzione) è il simbolo di una richiesta sempre più pressante da parte dei cittadini di una Rai e di una informazione pubblica libera dai partiti e che sia garanzia di tutti i cittadini e dia spazio alla pluralità delle voci sempre.
Non servirà a niente, vista l'arroganza con cui il potere continua a trattarci, ma sabato 10 aprile alle ore 11.00 saremo di nuovo lì e altre persone simbolicamente davanti ad altre sedi rai regionali, per dirvi che esistiamo, che non assisteremo alla morte lenta della rai senza fare niente.
Fuori i partiti dalla Rai, vogliamo una tv pubblica modello BBC. Destra, sinistra e centro stanno distruggendo la (ex?) più grande azienda culturale del paese.
Questo vostro silenzio è offensivo e umiliante, non degno di una paese civile e democratico.
Le scrivo a nome di oltre 196.000 cittadini che hanno sottoscritto la lettera per la richiesta di rettifica della notizia sul caso Mills data dal TG1 il 26 febbraio 2010 alle ore 13.30: si parlò di assoluzione anziché di prescrizione. In poche ore raccogliemmo 150.000 adesioni, più volte vi abbiamo scritto via e-mail e cercato al telefono chiedendo di essere ricevuti o di avere una risposta. Ma ci ha avvolto solo uno stupefacente silenzio misto a indifferenza. Il 5 marzo sono venuta a Roma con una valigia blu piena di firme e sono stata ricevuta dal dottor Paglia, la cui posizione è stata: la notizia corretta è stata data successivamente. Ma come può capire non basta dare la notizia correttamente bisognava fare riferimento all'errore e magari scusarsi con i telespettatori.
Sappiamo benissimo a questo punto che la rettifica non verrà mai più data, ma quello che non riusciamo ad accettare è il vostro silenzio nei nostri confronti.
Nè lei nè Zavoli nè il direttore Minzolini avete ritenuto opportuno degnare 150.000 cittadini (ora 196.000) di una risposta. Perché? 196.000 cittadini non valgono niente? Non sono niente? Non hanno diritto a essere presi in considerazione? Quello che sta avvenendo alla Rai ci preoccupa molto, e ormai la nostra richiesta di rettifica (Prescrizione non è Assoluzione) è il simbolo di una richiesta sempre più pressante da parte dei cittadini di una Rai e di una informazione pubblica libera dai partiti e che sia garanzia di tutti i cittadini e dia spazio alla pluralità delle voci sempre.
Non servirà a niente, vista l'arroganza con cui il potere continua a trattarci, ma sabato 10 aprile alle ore 11.00 saremo di nuovo lì e altre persone simbolicamente davanti ad altre sedi rai regionali, per dirvi che esistiamo, che non assisteremo alla morte lenta della rai senza fare niente.
Fuori i partiti dalla Rai, vogliamo una tv pubblica modello BBC. Destra, sinistra e centro stanno distruggendo la (ex?) più grande azienda culturale del paese.
Questo vostro silenzio è offensivo e umiliante, non degno di una paese civile e democratico.
Arianna Ciccone
Nessun commento:
Posta un commento